martedì, settembre 14, 2010

TRAVERSATA
Antagnod – Col Pillonet – Les Corts - Chamois
(Domenica 12 settembre 2010)

Prima di iniziare con il racconto della gita di ieri (domenica 12 settembre) ritengo per lo meno doveroso ringraziare la new entry nel Direttivo del CAI di Valenza: Marilena Dealessi la quale, vista l’evidente difficoltà di una signora, ha rinunciato ad effettuare l’escursione in programma per accompagnare la signora stessa a riprendere il pullman e farle compagnia per tutta la giornata a Chamois in attesa del nostro ritorno e questo a dimostrazione di come sia sempre meglio “il fare” piuttosto che “l’apparire”.
Fatta questa più che doverosa premessa veniamo al resoconto della gita di ieri che, voglio subito dire, si può senz’altro annoverare tra le 3 o 4 più belle escursioni partorite dalle vulcaniche menti dei nostri infaticabili organizzatori  (Giovanni Sisto, Giovanni Mirone, Ermes Moraglio, Giorgio Manfredi & C.).

Lasciato il pullman poco sopra Champoluc iniziamo a percorrere il sentiero che ci porterà a compiere la traversata dalla Val D’Ayas alla Valtournenche. Fatti pochi metri, purtroppo, Marilena (come già detto) deve lasciare la compagnia e noi continuiamo la ns salita che, nel frattempo, si è fatta sempre più ripida.




La fatica della salita verso il Col Pillonet, tuttavia, non ci toglie la soddisfazione di ammirare il panorama che ci circonda fatto di ampi ed ariosi valloni con sullo sfondo l’ineguagliabile vista sulla Grandes Murailles, sul Cervino, Sul Monte Rosa, Sul Gran Paradiso e su altre imponenti cime di cui, purtroppo, non conosco il nome.





Dopo un paio d’ore di salita raggiungiamo il Col Pillonet dove sostiamo per il pranzo (immancabili le ormai universalmente famose torte di Nadia) e dove ci accorgiamo di essere osservati dall’alto da un branco di Stambecchi o, come sostiene qualche incredulo, da un branco di più caserecce caprette.




Terminata la pausa pranzo prendiamo la strada del ritorno che, passando per Les Corts, ci porterà fino a Chamois dove, dopo l’immancabile birretta e l’altrettanto immancabile gelato, ci imbarchiamo sulla funivia per raggiungere Buisson dove ci attende il pullman per il rientro a Valenza.



Concludo segnalando la presenza, tra i partecipanti di ieri, di alcuni graditi ritorni e di parecchi volti nuovi e, soprattutto, giovani, il che mi porta a pensare che il CAI possa ancora essere un polo d’interesse non solo per personaggi un po’ attempati (come il sottoscritto) ma anche per persone più giovani e prestanti il tutto per un auspicabile ricambio generazionale.


Questo è tutto……….alla prossima

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