martedì, novembre 10, 2009
sabato, novembre 07, 2009
Anche l'organizzazione e' impeccabile ,a partire dal marathon village dove si va a ritirare il pettorale, ai pasta party del sabato organizzato dalla Barilla per finire con la gara.
Saluti
Alessandro Vescovo
giovedì, novembre 05, 2009
martedì, novembre 03, 2009
DOMENICA 8 NOVEMBRE
CERIALE-M.ACUTO -M.CROCE - CERIALE
DISLIVELLO 749 MT.
DIFF.E
TEMPO ORE 5
nformazioni e prenotazioni: CAI - Giardini Aldo Moro Valenza
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
lunedì, novembre 02, 2009
Attraverso la passione per l’alpinismo, è approdato al giornalismo di montagna, alternando lo studio con il lavoro di redazione.
È stato redattore capo della “Rivista della Montagna” dal 1977 al 1984.
Dal 1999 al 2008 ha diretto la rivista internazionale di cultura alpina “L'Alpe” (edizione italiana), nata da un accordo di cooperazione con il Musée Dauphinois di Grenoble.
Dal 1999 collabora con il quotidiano “La Stampa”, nelle pagine culturali e in cronaca.
Dal 2007 dirige il mensile “Piemonte Parchi” della Regione Piemonte.
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in questa foto Enrico Camanni con il papà di Davide, Luigi Guerci e il segretario del la sezione CAI DI VALENZA,Sisto Giovanni
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in questa foto EnricoCamanni con il nostro amico Rosmino
lunedì, ottobre 26, 2009
giovedì, ottobre 22, 2009
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
La faggeta del Melogno
Il Colle del Melogno (1028 m), valico tirrenico-padano di grande importanza geografica e strategica (fortificazioni napoleoniche), é comodamente raggiungibile da Finale Ligure o da Calizzano (SS 490), anche con autolinee pubbliche.
I versanti padani del colle, incisi dal torrente Frassino, affluente della Bormida di Millesimo, ospitano una delle più belle faggete della Liguria. Da alcuni decenni riconvertita da ceduo (bosco che si riproduce da polloni) in alto fusto (bosco che si riproduce da semi), si può dire abbia raggiunto attualmente la struttura di fustaia pura "disetanea", dove cioé i faggi si presentano, come nei boschi naturali, in differenti stadi di crescita. L'ambiente fresco e ombroso della faggeta si presta a belle passeggiate estive, quando, risalendo dalla costa, si può apprezzare la differenza tra la vegetazione ingiallita delle praterie e delle rocce soleggiate e quella del sottobosco sciàfilo (cioé amante dell'ombra). A fine estate saranno i funghi (raccolta regolamentata) ad attirare lo sguardo dell'escursionista.
La tutela delle faggete ha scopo non solo paesaggistico-ricreativo ma anche idrogeologico, economico e culturale. Un'oculata gestione forestale e faunistica può permettere, oltre al razionale utilizzo di legname pregiato, la reintroduzione di grandi ungulati (capriolo), anch'essi elementi di grande potenzialità economica e turistica.
Il comprensorio dei boschi di Melogno interessa gran parte del territorio comunale di Calizzano e le zone più interne del Finalese. Ad arricchire i boschi di faggio (Fagus sylvatica) contribuiscono altre specie arboree associate alle prime quali: betulla (Betula pendula), abete bianco (Abies alba), pino silvestre (Pinus silvestris), acero montano (Acer pseudoplatanus) e frassino di monte (Fraxinus excelsior). Tra questi boschi si possono ammirare, con relativa facilità, ungulati quali cervo (Cervus elaphus), capriolo (Capreolus capreolus), cinghiale (Sus scropha).
La Foresta demaniale del Melogno
E' una vastissima area forestale che - assieme ai Boschi di Montenotte ed alla Foresta Demaniale del Cadibona - contribuisce in maniera determinante il ricco patrimonio boschivo che fa della Valle Bormida una delle aree più boscose d’Italia. E' caratterizzata da alberi di alto fusto e dalla presenza di bellissime faggete che possono essere facilmente ammirate percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri. Infatti buona parte del percorso dell’Alta Via si snoda nei pressi del Colle del Melogno attraverso le omonime faggete in un tratto praticamente privo di difficoltà di sorta, che consente di godere pienamente dello spettacolo della natura. La foresta del Melogno è facilmente raggiungibile per la strada asfaltata che da Calizzano conduce al colle.
La Foresta di Faggi della Barbottina
Se la vasta area forestale del Melogno rappresenta un vero e proprio trionfo della vegetazione ad alto fusto, una sorta di cattedrale fatta di tronchi e fronde, al suo interno c’è un gioiello fra i gioielli, la gloria del trionfo, la cupola della cattedrale: la foresta di faggi monumentali della “Barbottina”. La si raggiunge percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri, fra la 13ª e 14ª tappa. Imboccando una vecchia strada militare sterrata, oltrepassando il Bric Tortagna, si incontra la foresta demaniale della “Barbottina”, dove si trovano esemplari di faggio dell’altezza di circa 50 metri con un tronco ben formato, forte, eretto, elegante. E' uno spettacolo di grande suggestione, non per nulla la foresta della “Barbottina” viene considerata la faggeta migliore della Liguria e una delle più belle d’Italia.
fortezza del melogno
martedì, ottobre 20, 2009
Direttore della scuola "Lyskamm 4000" istruttore di montagna ad ALAGNA .Da tre anni segue i nostri amici nelle escursioni sul Monte Rosa
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Simone Origone - nato ad Aosta il 08-11-1979, residente a Champoluc in Val d'Ayas. Maestro di sci e guida alpina, lavoro per la scuola di sci Champoluc e per la societa' guide di Champoluc.
Nelle ultime tre estati mi sono dedicato a scalate di grande resistenza sulle nostre montagne portandomi nel 2007 a scalare in 17.40 primi tutti i 4000 del Monte Rosa e il Cervino (21 vette sopra i 4000 mt) e nell' estate 2009 il tentativo di concatenare Monte Bianco Cervino e Monte Rosa in 24 ore e con spostamenti in Bici, purtroppo sul Cervino causa il troppo dolore alle ginocchia mi sono fermato a tre quarti della mia impresa dopo 8000 mt di dislivello positivo 120 km in bici e circa 25 km a piedi.
QUESTI SONO QUELLI PIGRI.....
domenica, ottobre 18, 2009
appunti di viaggio dalla sicilia di Enea
Sarà cosi ogni sera con piacevoli momenti di incontro e scambio di impressioni fra chi,già conoscendo la Sicilia,ha privilegiato i passaggi e i profumi delle Madonie e chi invece si e' dedicato alla storia e ai monumenti di questa bellissima terra sulla quale sono passati Greci,Fenici, Arabi,Normanni, Spagnoli,lasciando notevoli testimonianze artistiche.
Palermo con la sua vita vivace e intensa ,l'austera cattedrale,il teatro massimo,il Palazzo dei Nrmanni con la Cappella palatina dagli incredibli mosaici , il Duomo di Monreale,gioiello arabo - normanno - bizantino, con il chiostro dell'antico Convento dei Benedettini
venerdì, ottobre 16, 2009
giovedì, ottobre 15, 2009
in viaggio con Enea e Mariagrazia
STANNO GIUNGENDO ALTRI SEI O SETTE TI CON GUIDA CHE FA ESCURSIONISTI con guida,che fa sicurezza nei passaggi piu' rsposti.
Scendiamo rapidamente il tratto impegnativo incrociando altri che decidono di rinunciare perchè ormai le nuvole impediscono la visibilità e cadono le prime gocce.Per oggi l'Olimpo non vuole piu' nessuno.Al rifugio arriviamo un gruppo dopo l'altro un po' bagnati:soddisfatto chi è riuscito a portare a termine la salita,solo bagnati gli altri.Il dislivello dal rifugio alla vetta è di 818 mt. sia in salita che in discesa ,un po' sul lungo nella parte mediana,percors in 5 ore totali..
TEMPO ORE 5
MERENDA OFFERTA DAGLI ORGANIZZATORI
Partenza: ore 7.00 -
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informazioni e prenotazioni: CAI - Giardini Aldo Moro Valenza
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
martedì, ottobre 13, 2009
lunedì, ottobre 12, 2009
venerdì, ottobre 09, 2009

ORE 21,15
INGRESSO LIBERO
INGRESSO LIBERO
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VENERDI 27 NOVEMBRE 2009
INGRESSO LIBERO
giovedì, ottobre 08, 2009
Partenza: ore 7.00 -
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Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
martedì, ottobre 06, 2009
L'Associazione Sportiva Casalese Disabili "Silvana Baj " ti invita per la terza edizione della manifestazione "Una Vasca Lunga Un Giorno"... la 24ore di nuoto a cui ti sei iscritta/o l'anno scorso.
A partire dalle ore 18.30 del 20 NOVEMBRE 2009 presso la piscina Alcarotti/Centro Nuoto (zona Ipercoop/palazzetto dello sport) a Casale Monferrato, si darà il via a questo fantastico evento che già con le passate edizioni ha riscontrato molto successo.
Abbiamo bisogno di te per essere in tanti a dimostrare che attraverso lo sport le barriere spariscono e a valorizzare l’importanza dell’integrazione tra diversamente abili e normodotati....nuotando insieme!
Partecipando e facendo anche solo una semplice vasca potrai contribuire a migliorare i 740 Km percorsi l'anno scorso.
Cosa stai aspettando???... iscriviti è tutto GRATUITO!!!
COME?
- compilando il modulo in allegato ed inviandolo a silvanabaj@libero.it
- venendoci a trovare al gazebo presente nel centro città (piazza Mazzini o via Saffi) nei week-end di novembre
In più potrai trovare news sulla manifestazione, lasciare i tuoi commenti, fare domande o vedere alcune immagini delle edizioni passate su Facebook alla pagina dedicata all'evento "una vasca lunga un giorno - terza edizione"
....ti aspettiamo!
Lo STAFF della Vasca
martedì, settembre 22, 2009
BECCA DEI QUATTRO DENTI - VALGRISANCHE
(Domenica 20 settembre 2009) Quella di domenica scorsa (20 settembre) è stata, probabilmente, l’ultima escursione del 2009 in Valle d’Aosta, in attesa che l’innevamento ci permetta di tornare con le ciaspole ai piedi, ma non temano gli amanti del sano camminare: la stagione continua con le gite sulla Riviera Ligure e, per il prossimo anno, il nostro Staff di esperti ha già abbozzato un calendario che, se possibile, sarà ancora più bello e soddisfacente di quello di quest’anno. Ma veniamo alla gita di ieri come sempre ottimamente organizzata dala premiata Ditta Sisto & Mirone: sul pullman il Presidente, con lo stile da perfetto gentleman che lo contraddistingue, fa gli onori di casa salutando i partecipanti ed illustrando l’escursione, a proposito di bon ton va segnalata l’assenza della ns Tesoriera ma, per una bella donna che manca, un’altra bella ed amabile signora si fa rivedere: Caterina. Intorno alle 10 arriviamo alla località di Plantè, dove inizia l’escursione, e subito iniziamo la salita sul sentiero dell’Alta Via n.2 , dopo poco, però, Stefano decide di abbandonare la compagnia, forse preoccupato da alcune gocce di pioggia che iniziano a cadere: (preoccupazione, peraltro, ingiustificata in quanto tutta la gita è stata poi fatta all’asciutto), questo fatto, purtroppo, delude le aspettative di coloro che pensavano di effettuare l’itinerario più breve (specialmente le rappresentanti del gentil sesso che speravano di essere accompagnate, per una volta, anziché da Omo Deus, da un aitante giovane). La decisione di Stefano induce tutti i partecipanti a compiere l’itinerario più lungo e, a tale proposito, devo dire che tutti si sono comportati più che egregiamente nonostante i quasi 1000 metri di dislivello. Dopo poco più di 3 ore di marcia, attraversati l’alpeggio Verconey d’en Bas e quello di Verconey d’en Haut, percorso il bellissimo vallone di Plontaz e superate alcune roccette dopo una salita abbastanza ripida, raggiungiamo la Becca dei Quattro Denti ed il bivacco Testafochi dove sostiamo per i pranzo al termine dei quale siamo confortati dalle prelibate torte e dal caffè preparati da Nadia con le sue manine d’oro. Il freddo abbastanza intenso ci induce, però, a lasciare anzitempo il bivacco ed a iniziare la discesa verso il Capoluogo dove termina l’escursione. Concludo questa mia relazione con un saluto (ed una tiratina d’orecchi) ai miei due grandi amici: Giovanni e Stefano
Questo è tutto………..alla prossima
Piacealb
venerdì, settembre 18, 2009

escursione alla
BECCA DEI QUATTRO DENTI VALGRISANCHE
Itinerario A:
Dislivello: 1000m
Tempo totale dell'escursione: ore 5.30
Difficoltà: E
Itinerario B:
Dislivello: m 350
Tempo totale dell'escursione: ore 3.30
Difficoltà: E
altre informazioni sul percorso sul nostro sito
Informazioni e prenotazioni: CAI - Giardini Aldo Moro Valenza
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
Ritrovo: Ore 6.45 presso la sede CAI - Palaguerci -Giardini Aldo Moro
Partenza: ore 7.00 -
martedì, settembre 08, 2009

IL GIRO DEL MONDO IN BICICLETTA PASSANDO PER CASALE MONFERRATO
lunedì, settembre 07, 2009

GIRO DEI 4 COLLI – VALLE DEL GRAN SAN BERNARDO
(Domenica 6 settembre 2009)
Sinceramente non so se la giornata di ieri (domenica 6 settembre) sia stata, per me, più “appagante” per la bellissima escursione che abbiamo fatto nella Valle del Gran San Bernardo o per aver scoperto che l’appuntamento con i miei racconti è atteso quasi quanto il TG 4 condotto da quel simpaticone di Emilio Fede oppure, semplicemente, per avere ritrovato (spero) l’amicizia di una persona che stimo molto per quello che sta facendo per il CAI (e non solo) ma, bando ai sentimentalismi, veniamo al resoconto della gita: Come ho già detto l’escursione (con la regia dell’insuperabile Giorgio Manfredi ottimamente coadiuvato dai soliti Super Segre ed Ermesmor) si svolgeva nella Valle del Gran San Bernardo e prevedeva un giro ad anello attraverso il Colle Fenètre, il Col Du Bastillon, il Col Des Chevaux ed, infine, il Colle San Bernardo. La giornata bellissima ha certamente contribuito a rendere estremamente piacevole l’escursione che si è svolta quasi interamente in territorio svizzero, in mezzo ad un paesaggio austero ed essenziale come austera ed essenziale deve essere stata la vita dei monaci che hanno fondato il famoso Ospizio che si trova sul Passo del Gran San Bernardo. Lasciamo, dunque, il nostro pullman alle amorevoli cure del sempre ottimo Ettore e ci incamminiamo verso il Colle Fnètre: la salita al primo dei 4 colli previsti dal programma è piuttosto agevole, un po’ più stancanti quelle agli altri due ma, comunque, sempre su mulattiere con un andamento costante e, per questo, non particolarmente impegnative. Io, come al solito, mi accodo all’Amabile Coniuge Mirone il quale, oltre ad avere un passo compatibile con le possibilità delle mie povere gambette, ha pure la passione della fotografia e, quindi, mi da la possibilità di effettuare parecchie soste: indispensabili per riprendere fiato senza, per questo, dare l’impressione di essere scoppiato anzitempo. Raggiunta la vetta del Col Des Chevaux ci fermiamo per i pranzo e per fornire la necessaria assistenza al Presidente Fausto: giunto in cima un po’ affaticato forse a causa delle intense e folli notti estive trascorse dal nostro “scapolone d’oro”, a tale riguardo devono essere sottolineate le amorevoli cure prestate, con il solito istinto materno, dalla Dolce Angelina, da Rossana, da Rita, da Picci e da Nadia, in tale frangente, le nostre “Pie Donne” non si sono risparmiate altruistici consigli come chi auspicava la possibilità di fare intervenire l’elisoccorso “tanto” diceva “i soci CAI non lo pagano e noi ci godiamo lo spettacolo del recupero” o come colei che suggeriva di abbandonare il povero Faustino in cima alla montagna con appeso al collo il gagliardetto del CAI di Valenza. Una volta rimessosi il nostro Capo, possiamo iniziare la via del ritorno verso il Colle del Gran San Bernardo non prima, però, di aver ammirato le evoluzioni di una bellissima aquila (non so se reale o meno) e di quattro stupendi cani (ovviamente) San Bernardo sprovvisti, purtroppo per il Segre, delle botticelle d’ordinanza Questo è tutto………..alla prossima Piacealb
domenica, settembre 06, 2009
venerdì, settembre 04, 2009

La città di Valenza ricorda oggi due persone molto care ai cittadini di valenza,entrambi amici della montagna :Don Pietro Battegazzore,fondatore del campeggio Don Pietro a Valtournenche, educatore che ha speso tutta la sua vita a favore dei giovani, e Don Luigi Frascarolo, prima Vice Parroco e poi Parroco del Duomo.
Il programma della cerimonia, alla quale interverrà il Vescovo della Diocesi di Alessandria Mons. Giuseppe Versaldi prevede alle ore 18 il ritrovo presso il Parcheggio del Campo Sportivo U.S. Fulvius (ex Strada Fontanile) per l'intitolazione a Don Pietro Battegazzore e, successivamente, alle ore 19 il ritrovo presso il Giardino di Via Brescia a lato del Supermercato Esselunga per l'intitolazione a Don Luigi Frascarolo.
Nel corso delle due manifestazioni si esibirà il Coro Polifonico di Santa Maria Maggiore di Valenza. Al termine della celebrazione, presso il Giardino di nuova intitolazione, la Pro Loco di Valenza offrirà un rinfresco.
martedì, settembre 01, 2009
PROSSIMO APPUNTAMENTO
DUE ITINERARI
A
ESCURSIONE AD ANELLO NELLA VALLE DEL GRAN SAN BERNARDO
DISLIVELLO MT.1050
ORE 6
DIFF.EE
B
CANTINE DI FONTEINTE -OSPIZIO DEL GRAN SAN BERNARDO -BELVEDERE
DISLIVELLO MT.350
ORE 3.30
DIFF. E
Ritrovo: ore 6.45 presso la sede CAI - Palaguerci - Giardini Aldo Moro
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Partenza: ore 7.00
lunedì, agosto 31, 2009
In viaggio con Enea e Mariagrazia

La base di partenza è Prionia (m.1100) nel cuore del parco nazionale con parcheggio,fonte e caratteristica osteria, a 20 km. da Litohoro elegante e vivace cittadina. Il sentiero, fino ad un colle oltre il rifugio Spilios Agapitos (m.2100) ore 3 sul lungo nella prima parte, segue la via transeuropea “E4” che da Tarifa (Gibilterra) attraversa l’Europa ed arriva in Peloponneso. Chi vuole evitare la fatica della salita può raggiungere il rifugio a dorso di mulo (50 euro a persona) ma con non pochi rischi di finire a terra visto l’allegro passo degli animali, gli stessi preposti all’approvvigionamento viveri. Il rifugio è stato completamente modificato ed ampliato (140 posti letto) con bagni piastrellati e pavimento in cotto: coda da supermercato alla cassa per un piatto caldo, gestito da una cooperativa ,molto efficiente, con tanto di computer per il continuo controllo della situazione.
Finalmente alle ventidue si va a letto: mi trovano due posti in camerata, forse impietositi dalla mia barba bianca, che fugano le preoccupazioni di mia moglie già rassegnata a dormire per terra fra quelli come noi non prenotati.
venerdì, agosto 28, 2009

PROSSIMO APPUNTAMENTO
DOMENICA 30 AGOSTO
LAGHI FRUDIERE
ITINERARIO A
DISLIVELLO mt. 900
ORE 5
ITINERARIO B
DILIVELLO mt 400
ORE 3
entrambi i percorsi si svolgono ad anello,in senso antiorario.
Il primo lago si trova a mt.2039 mt. il secondo piu' in alto a mt,2230 , ai piedi del Passo di Frudiere e della Bocchetta del monte Taf,oltre al quale si sconfina nella valle di Gressoney,per buona parte dell'escursione, per poi ritornare nella Val D' Ayas quando si raggiunge la seggiovia del Weissmatten.
Ritrovo: ore 6.45 presso la sede CAI - Palaguerci - Giardini Aldo Moro
Informazioni e prenotazioni: CAI - Giardini Aldo Moro Valenza
Tel. 0131 945633 cell. 340 9882624
martedì e venerdì 21.00 - 23.00
e-mail cai@valenza.it
e-mail caivalenza@libero.it
Iscrizioni entro le ore 22.30 del giovedì precedente l'escursione presso la sede del CAI.
Partenza: ore 7.00

MA GUARDATE CHI HO TROVATO STAMATTINA SUL PICCOLO NELLA PAGINA DEDICATA AI NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE...
IL NOSTRO AMICO PIER E LA DOLCISSIMA PULCE .......
mercoledì, agosto 26, 2009
…..e ancora una volta si va… un altro quattromila ci aspetta: il Castore. L’ avvicinamento alla base di partenza, il Quintino Sella al Felik, come riscaldamento per il giorno dopo è di tutto rispetto, dal colle Bettaforca al rifugio con un dislivello di circa 900 m su pietraie e con l’ultimo, lungo tratto attrezzato. ….
e ancora una volta la nostra guida Marco Cunaccia sempre simpatico, bravo e determinato. Si passa la serata con lui a mangiare “nisciulì” , a fare giri di genepy, a parlare di quello che si farà il giorno dopo. …
e ancora una volta la notte a cercare il sonno, ma forse pensiamo alla levataccia, forse alle “crestine” chissà. … e ancora una volta con il buio i ramponi, l’imbrago, la corda, la frontale accesa e si va: il ghiaccio che scricchiola sembra con scherno; la nuvola “femmina” che ci avvolge, e che il GPS di Marco rende innocua …
e ancora una volta lo spettacolo unico, incomparabile dell’alba in alta quota. Vorremmo smentire che il nome al Massiccio non derivi dal colore che assume in questi momenti…un rosa dalle infinite sfumature …
e ancora una volta il sole, il bianco abbacinante della neve, la salita lenta ed impegnativa, la traccia evidente su, sino alla cresta che si snoda interminabile, sottile, strapiombante: a sinistra la valle ricoperta di nuvole, a destra le montagne svizzere inondate di sole. …
e ancora una volta l’emozione di avere raggiunto la cima! …
e ancora una volta giù gli amici felici quanto noi che ci aspettano e con loro si festeggia con una polenta concia…
ancora una volta!
Angela
martedì, agosto 25, 2009
in viaggio con Enea
L’Olimpo è una montagna aspra e affascinante che si erge tra folti boschi di roverelle, faggi, pini loricati e dirupi scoscesi, quasi sempre avvolta da nuvole cariche di pioggia che hanno contribuito a creare un’atmosfera un po’ misteriosa tanto da far sorgere nella fantasia degli antichi greci l’idea che sulla cima esistesse il palazzo delle principali divinità elleniche. Per questo era proibito accedervi e tale convinzione continuò per parecchio tempo, infatti la prima salita fu effettuata solo nel 1913, in cinque giorni, ad opera di due alpinisti svizzeri accompagnati da un cacciatore del posto, Christos Kakkalos, profondo conoscitore della zona, che divenne poi la prima guida ufficiale del monte Olimpo. Per parecchio tempo però la frequentazione fu molto limitata sia per le difficoltà di avvicinamento sia per il brigantaggio che vi imperversava. C’ero già stato dodici anni fa durante un viaggio in Grecia. Fu un’esperienza bellissima; quella sera nel vecchio rifugio in legno scuro e pietra eravamo una quindicina: greci, tedeschi, due canadesi, mia moglie ed io. I gestori, i coniugi Zolotas, già avanti negli anni, ma dal portamento fiero e quasi regale sembravano veramente i custodi del palazzo degli Dei. In breve tempo, con un’ottima cena, avevano saputo creare un’atmosfera di grande cordialità ed amicizia protrattasi con canti, ognuno nella propria lingua e grandi bevute che non ci avevano comunque impedito il giorno dopo di arrivare quasi tutti in cima. L’idea di ritornarci mi è venuta in quanto avendo già programmato un viaggio in alcuni paesi dell’Europa orientale, dopo l’annuale soggiorno della sezione in Dolomiti, poteva essere originale proseguire fino all’Olimpo per portare il nostro gagliardetto, nella ricorrenza del 35° anniversario della fondazione, in cima ad una montagna singolare e un po’ insolita. Infatti l’Olimpo è formato da una maestosa cresta con parecchie cime: le principali sono Mytikas (m.2918), Skolio (m.2911) e Stefani (m.2909); la più significativa Mytikas negli ultimi cento metri presenta alcuni passaggi alpinistici.
ENEA ROBOTTI
domenica, agosto 23, 2009
e domani saranno li sul Castore
e domani noi saremo li ad aspettarli come sempre
buon lavoro .....
martedì, agosto 18, 2009
lunedì, agosto 17, 2009
LUOGO: UN GIARDINO STRACOLMO DI PIANTE
"HAI L'ORTENSIA?"
"NO
"HAI IL GLICINE ?
"NO
"HAI LE ZANZARE ?
"SI
SI E' DIMENTICATO DI CHIEDERGLI SE AVEVA IL PINOLIMONE
mercoledì, agosto 12, 2009
Dolma du bout du monde, Anne, Erik, Veronique Lapied, è la pellicola vincitrice del Cervino Cinemountain, il festival dedicato ai cortometraggi sulla montagna. Dolma è la storia di una donna che vive nello Zanskar, uno sperduto villaggio in India, sulla catena dell’Himalaya. Dolma è sola sulle montagne per gran parte del tempo, il marito vive in città e torna dalla moglie saltuariamente, a causa delle difficoltà ad attraversare il fiume. I registi accompagnano Dolma nel suo viaggio sulle montagne verso il monastero, dove va a purificarsi, riuscendo a cogliere pudore, amicizia e confidenze di Dolma, la donna alla fine del mondo.
martedì, agosto 11, 2009
sabato, agosto 08, 2009
Piacealb l’è sciupà
Lunedì mattina Giovanni, giudicando che ci siamo sufficientemente riposati, decide che è giunto il momento di farci fare un percorso ad anello: dal monte Rosetta al Rifugio Pradidali e ritorno: di buon mattino, quindi, prendiamo la funivia che da San Martino conduce al Rifugio Rosetta e subito saliamo ai quasi 3.000 m. dell’omonimo monte, sulla cima incontriamo due simpatici ragazzi di La Spezia (Elena e Claudio) i quali decidono di unirsi alla nostra allegra brigata. Scesi dal monte iniziamo un lungo percorso in mezzo ad un paesaggio “lunare” fatto di rocce e di innumerevoli nevai (alcuni dei quali parecchio e
stesi e non sempre facili da attraversare) ma la nostra fatica è ricompensata dallo stupendo panorama che ci circonda e dalle sagaci battute del Segre del tipo: “coraggio che la vita è un passaggio” ed altre amenità di questo genere. Dopo poco più di 4 ore di cammino raggiungiamo finalmente il Rifugio Pradidali dove ci concediamo un meritato riposo. Una volta rinfrancati (certamente più nello spirito che nel fisico) riprendiamo il nostro percorso iniziando con una ripida e lunga salita che, a stomaco pieno come noi siamo, si dimostra subito oltremodo piacevole. Terminata la salitella ecco presentarsi davanti ai miei occhi (ormai prossimi alle allucinazioni del tipo di quelle della Tesoriera Angela) un bellissi
mo tratto di qualcosa che sarebbe eufemistico definire sentiero (in quanto spesso il sentiero non c’era) dotato, bontà sua, di un provvidenziale cavo d’acciaio ma, anche in questa circostanza, interviene il mio tutor Franco ed in qualche modo riesco a superare l’inaspettata asperità. Iniziamo, quindi, a percorrere un bellissimo e comodo sentiero pianeggiante (ci concediamo perfino una merendina a base di uovo sodo) ed io, meschino, inizio a pensare che le mie sofferenze siano giunte al termine quando, come per un crudele scherzo del destino, ecco pararsi innanzi a noi una nuova montagna che dobbiamo necessariamente scalare per salire in Val Roda e, quindi, raggiungere la funivia per rientrare in paese, scoprirò più tardi che, in effetti, la “montagna” era solo di 300 m. di dislivello ma, date le mie condizioni, mi sembrava il K2 A questo punto, ormai sicuro che le tribolazioni della mia vita terrena siano terminate, mentre vedo le figure dei miei amici (ormai molto più in alto) confondersi nella nebbia che si sta abbassando, mi faccio un rapido esame di coscienza e cerco di pensar
e a cosa poter lasciare ai miei cari (in particolare al Super Segre) per mia imperitura memoria. Fatto sta che, non so come e non so perché, riesco a trascinarmi fino in cima e, circondato da tutti gli angeli e gli arcangeli del Paradiso, riesco finalmente a dire: “anche questa è fatta !!”
L’imbrago
La giornata di martedì, grazie anche alla mia minaccia di bruciare sulla pubblica piazza la mia tessera del CAI, è dedicata al relax: la nostra gita, infatti, comprende la salita (in auto) al Passo Rolle e di qui alla Baita Segantini, al Castellazzo con arrivo alla Baita Cervino per un ottimo pranzo a base di polenta, funghi, salsiccia e yogurt ai frutti di bosco. Alla sera, a cena, l’ottimo Giovanni fa le ultime raccomandazioni ai valorosi (Angela, Franco, Picci e Stefano) che il giorno seguente dovranno affrontare l’impegnativo sentiero
“Dino Buzzati”: in particolare si raccomanda di portare: casco, guanti e, specialmente, l’imbrago indispensabile per il percorso che li attende. L’indomani mattina, alle 7,30 in punto (per l’occasione il Segre ha obbligato il personale dell’albergo ad una levataccia straordinaria per poterci preparare la colazione) i sopra citati eroi si ritrovano tutti muniti della regolamentare attrezzatura, dopo un quarto d’ora circa scende anche Giovanni che, per chi lo conosce bene come il sottoscritto, non ha certamente la sua aria più soddisfatta e, quel che appare ancora più strano, non sembra attrezzato come si conviene per l’impresa che sta per affrontare. Alla mia timida richiesta di spiegazioni il Segre risponde che si va tutti al Rifugio Velo…. “perché?” chiedo io “perché ho dimenticato a casa l’imbrago!” risponde lui. Fatto sta che partiamo tutti quanti (tranne Rita e Stefano il quale è un po’ indisposto)
alla volta del Rifugio Velo: la prima parte del percorso si svolge piacevolmente (e specialmente in pianura) in un bosco dove il Segre non perde l’occasione di lanciare occhiate furtive sotto gli alberi nella (vana) speranza di individuare qualche funghetto. Ma, si sa, spesso in montagna alla pianura segue la salita così che, dopo la piacevole passeggiata ci troviamo di fronte ad un enorme ghiaione in salita, peraltro dotato anch’esso delle immancabili corde che hanno caratterizzato quasi tulle le nostre escursioni. Terminata la salita giungiamo al sospirato rifugio dove incontriamo quel bel ometto che risponde al nome di Sebastiano Zagonel:
gestore del rifugio nonché guida alpina delle Aquile di San Martino, nonostante la grande quantà di baci ed abbracci profusi dalla nostra amabile Tesoriera, lo smemorato aquilotto, all’inizio, dichiara di non ricordarsi di avere fatto la conoscenza delle nostre 2 G l’anno prima in occasione di una precedente visita, dopo, per levarsi dall’impiccio, dice che si ricorda anche di Picci la quale, peraltro, non è mai stata in vita sua a San Martino di Castrozza e, men che meno, al Rifugio Velo. Dopo l’ottimo pasto consumato al rifugio, prendiamo la via del ritorno: questa volta percorrendo il bel sentiero n. 721 che ci porta, non prima di aver aggirato una immensa frana fatta di neve e sassi, al parcheggio del Caffè Col dove abbiamo lasciato l’auto
Una pallottola per Federico
Giovedì ultimo giorno di escursioni: il nostro itinerario
è rappresentato dal giro del Colbricon con l’attraversamento della Forcella Ceremana, purtroppo la
seggiovia che ci dovrebbe portare alla Punta Ces non funziona così ci vediamo costretti ad affrontare a piedi la lunga e faticosa salita che corre sotto l’impianto. Dopo aver snocciolato tutto il m
io vasto repertorio di apprezzamenti sulla montagna, sui suoi abitanti ed, in particolare, sui gestori degli impianti di risalita, riesco ad arrivare anch’io sulla punta e di qui incamminarmi verso la Forcella Ceremana dove abbiamo il piacere di incontrare una simpatica olandesina (età presunta 120/150 anni) la quale si sta facendo da sola il giro di tutti i passi dolomitici. Oltrepassata la forcella, ivi compresa la discesa lungo una scaletta a pioli di circa 15 metri (noi a causa della neve ne abbiamo fatti solo 3) arriviamo al luogo destinato alla sosta per il pranzo, prima di pranzare, però, Giovanni con Angela e Franco, per mantenere fede ad una solenne promessa fatta a Federico, salgono fino in cima al monte Colbricon per recuperare una grande quantità di reperti della 1° guerra mondiale fra i quali una pallottola inesplosa che farà la felicità del simpaticissimo ragazzino. Dopo pranzo iniziamo la discesa verso la Malga Ces, durante il tragitto incontriamo un bel esemplare di capriolo che, purtroppo, scappa via disturbato dalla presenza di Franco che ha scelto proprio la sua tana per concedersi un momento di raccogliemmo. Dopo una estenuante discesa su pietroni, raggiungiamo la Malga Ces dove ci ricongiungiamo con Carlo, Rita e Stefano che ci hanno preceduto in auto (beati loro) A questo punto la vacanza è finita (ed anche il racconto) un saluto a tutti i miei fantastici compagni d’avventura ed un ringraziamento particolare agli insostituibili Franco e Giovanni
Appuntamento al prossimo anno per una nuova ed indimenticabile vacanza………nei Paesi Bassi
!!!!! Piacealb
venerdì, agosto 07, 2009
giovedì, agosto 06, 2009
MONTE EMILIUS - RIFUGIO ARBOLLE

una notte al rifugio, quella tanto attesa,quella del mese di luglio o agosto, dove ti ritrovi con pochi amici a condividere un qualche cosa di diverso, dove arrivi sempre ad un nuovo rifugio, piccolo o grande ma sempre in mezzo a montagne stupende.Al rifugio Arbolle Ognuno di noi cerca il modo migliore per passare il pomeriggio, c'è chi legge, c'e' chi prende il sole , c'è chi cammina ancora,e chi s'improvvisa torero
verso sera si ammira il tramonto sul Monte Bianco

poi insieme ci si ritrova attorno al tavolo,e si parla di quella cima ,Monte Emilius mt.3559 ,che domani dovremo raggiungere.Alle 10 si spengono le luci, ma fuori la luna ci regala una luce che nessuno puo' vedere ,se non qui ,a queste altitudini.
Si parte presto,

con il Monte Bianco illuminato dai colori dell'alba dietro di noi

la camminata e' lunga, panorami ,sempre diversi, prima con prati e ruscelli,

poi nevai e rocce,

rocce a volte di color marrone, a volte grigie e liscie , quelle rocce dove noi ci arrampichiamo,
per arrivare fin lassù, dove dopo un batti cinque ,ammiriamo un panorama a 360 gradi sulle cime piu' belle delle Alpi; il Gran Paradiso , il Cervino il Monte Rosa.


e sulla via del ritorno la piacevole sorpresa di trovare il nostro amico Marco Lenti

Erre
devo dire subito, però, che il lungo aspettare è stato ampiamente ricompensato dalle stupende giornate di sole che ci hanno accompagnato in tutti i 7 giorni di escursioni e dalla simpatica compagnia formata da: Angela, Carlo, Franco, Giovanni, Rita, Stefano e, naturalmente dalla mia dolce metà Picci ai quali vanno aggiunti i nuovi amici incontrati in albergo: il piccolo Federico e sua zia Marilisa. Ma veniamo al resoconto di questa bellissima e “defaticante” vacanza”
5 minuti e poi………….
Ancora prima di arrivare a San Martino decidiamo di effettuare una escursione (naturalmente defaticante) alla cima “Torre di Pisa” ed all’omonimo rifugio: “tanto”, dice Rita, “ci si arriva in 5 minuti”, prendiamo, quindi, la cabinovia a Predazzo e, una volta sbarcati dalla medesima, dopo 5 minuti + un’ora e mezza di incessante e ripida salita raggiungiamo il rifugio dove, per festeggiare e 5 minuti di Rita, ci concediamo un buon pranzo a base di uova, patate e pancetta.
La prima volta di Piacealb
Il secondo giorno di vacanza è dedicato alla escursione sulla “Bepi Zac”: un sentiero attrezzato che dal Passo delle Selle conduce alla Forcella Ciandin. Nonostante le mie grandi perplessità ad affrontare, per la prima volta, una simile esperienza, il buon Super Segre (al secolo Giovanni) mi convince che anch’io posso farcela e così piano piano ed invocando, ad ogni passo, il Dio degli scalatori inizio la mia impresa avvinghiato con la mani, con i piedi e con i denti al cavo, ai pioli, alle rocce e a tutto quello che mi capita a tiro. Ad onor del vero devo dire che una grandissimo aiuto mi è stato offerto dall’ottimo Cirio Fachirio (al secolo Franco) il quale mi ha accudito, come un bimbo in fasce, per tutta la durata della scalata. A proposito di Franco vanno segnalate le sue grandi doti di speleologo: infatti è riuscito a percorrere (grazie al suo innato senso dell’orientamento) circa 50 metri di una galleria, scavata dai soldati durante la 1° guerra mondiale, in poco più di 3 quarti d’ora, ma si sa quando si entra in ambiente buio con gli occhiali da sole può capitare questo ed altro………! Alla fine, comunque, anche il sottoscritto riesce a concludere indenne l’impresa e, dopo il tradizionale “batti il cinque”, a sentirsi un po’ più alpinista.
Il Bersagliere De Maria Domenico

terzo giorno di vacanza, effettuiamo una gita (decisamente più rilassante) in compagnia del piccolo Federico e di Marilisia: il nostro itinerario prevede la salita sulle cime Tognazza, Cavallazza piccola e Cavallazza per poi scendere ai lagni Colbricon e di qui raggiungere la Malga Ces per rientrare, infine, a San Martino attraversando gli Orti Forestali. Data anche la presenza di Federico, Giovanni da prova di grande narratore raccontandoci, con dovizia di particolari, la storia del Bersagliere De Maria: eroe della 1° guerra mondiale con il pallino di fregare i soldati austriaci, pare, infatti, che il valoroso soldato avesse l’abitudine di spacciarsi per un intero plotone di militari (ovviamente restando fuori dalla vista dei nemici) e così catturare da solo un gran numero di soldati austriaci. Durante il percorso di ritorno, attraversando il bosco degli Orti Forestali, Stefano e Giovanni, con grande perizia (ma anche con un po’ di c……..) riescono a trovare dei bellissimi porcini che, manco a dirlo, vanno a condire il risotto della cena.
Continua
Piacealb
domenica, luglio 26, 2009
mercoledì, luglio 22, 2009
E dopo le visioni della Tesoriera l’anno scorso durante l’escursione dei famosi 4.000 + 4.000 + 4.000: pare abbia visto una nave su un ghiacciaio (e dove si può vedere sennò una nave?) quest’anno il buon Segretario ci ha regalato l’emozione di sentire le “voci” sul pullman che ci portava a Macugnaga per la gita di domenica scorsa 19 luglio.
Ma bando ai misticismi ed ai fenomeni paranormali (o subnormali) veniamo al resoconto della gita: arriviamo alla frazione di Pecetto di Macognaga dove ci aspettano gli amici della locale sezione del CAI capitanati dal simpaticissimo Roberto Marone grande esperto, oltre che di montagna, anche di canti tirolesi, il quale, puntuale come un orologio svizzero (e come poteva essere altrimenti trovandoci noi a poca distanza dal confine elvetico) per tuta la durata dell’escursione, ogni mezz’ora, ci gratificava con un delicato urlo.
Espletati i rituali di ogni gita: colazione e cambio acqua ci imbarchiamo sulla seggiovia per raggiungere il Belvedere e di qui, a piedi, saliamo fino al rifugio Zamboni-Zappa (gremito come un Autogrill della A1 in agosto), dal rifugio ci dirigiamo verso il Lago delle Loccie in un suggestivo paesaggio fatto di roccia, ghiaccio e acqua.
Arrivati al lago sostiamo per il pranzo e per goderci lo splendido sole ed il fantastico panorama sull’anfiteatro naturale del massiccio del Rosa, dopodiché, ubbidienti al richiamo tirolese della nostra guida Roberto, iniziamo la discesa per raggiungere nuovamente il rifugio Zamboni e poi Pecetto, passando per il colletto dei Piani Alti.
A proposito di “piani alti” va segnalata l’assenza delle due massime cariche Caival: il Presidente ed il Vice Presidente (ma fortunatamente
Adesso, miei cari lettori superstiti, vi saluto perché mi devo preparare (spiritualmente) alla “defaticante” settimana a San Martino di Castrozza che mi attende in compagnia dell’ormai mistico Super Segre
Piacealb










































