lunedì, aprile 07, 2014

ESCURSIONISMO 2014

DOMENICA 13 APRILE



LAGHI DEL GORZENTE





inf@percorso qui 


 Partenza ore 7 PALAGUERCI  Giardini Aldo Moro Valenza


Inf@
Tel .e Fax 0131 945633 Cell.  - 3385315376  340 9882624
e-mail:cai@valenza.it

giovedì, marzo 27, 2014


"Mangià an Munfrà”
Camminata enogastronomica tra le colline del Monferrato
CERRINA MONFERRATO (AL)
Lunedì 21 aprile 2014 - Pasquetta








l
 Pasquetta in Monferrato con la “Mangià an Munfrà” , camminata enogastronomica che offre tutti gli ingredienti di una festa di primavera. Un bel giro in Monferrato, tra colline e borghi immersi nel silenzio della campagna; l’accoglienza delle associazione locali, orgogliose di far conoscere i sapori della tradizione contadina; la musica e la danza delle feste di paese.
Mangià an Munfrà” propone un percorso che si snoda tra boschi, prati e vigneti, un itinerario a tappe di circa 12 km che consente di godere degli splendidi panorami sulle colline del Monferrato, suddiviso in quattro punti tappa dove saranno serviti piatti tipici piemontesi e vini locali, a cura delle associazioni locali: la Pro Loco di Cerrina, il Comitato Montalerese Festeggiamenti e il Gruppo Alpini di Cerrina.
 Ritrovo ore 10.30 – Piazza del Municipio
Il primo tratto del percorso di 2,5 km condurrà da Cerrina a Perosio, 35 minuti di cammino dove ad accogliere i camminatori vi sarà uno straordinario panorama e l’aperitivo a base di salame cotto, il salame crudo, i friciulin d’erbette e la soma d’aj.
Secondo tratto di 2 km prosegue da Perosio a Montalero, che in mezz’ora conduce al secondo punto tappa dove si degusteranno gli agnolotti monferrini.
Il terzo tratto della durata di 60 minuti – 3,3 km, conduce da Montalero a Rairolo dove sarà servito lo spezzatino con piselli.



L’ultimo tratto conduce da Rairolo a Cerrina 4 km 75 minuti di cammino per raggiungere il punto di partenza dove sarà servito lo sformato di mele caramellate e il bunet, al suon di musica. I Marasma Folk accoglieranno i camminatori che potranno così terminare la giornata danzano balli della tradizione popolare…come richiede una bella festa di campagna!
Il ritrovo è previsto a Cerrina capoluogo per le ore 10.30, in piazza del Municipio.
Alle ore 11 inizieranno a partire i gruppi composti da un massimo di 150 persone, le partenze saranno scaglionate con una cadenza di 15 minuti l’una dall’altra.



ESCURSIONISMO 1014

DOMENICA 30 MARZO 
SENTIERO TACCIOLINO  LAGO DI LEGGO
TRAVERSATA VERCEIA  DIGA DI MOLEANA  SAN GIORGIO NOVATE MEZZOLO  









l Sentiero del Tracciolino è una delle più spettacolari opere di ingegneria umana della Valchiavenna. Stiamo parlando di un tracciato lungo 10 chilometri che corre ad un altezza costante di 920 metri fra la Val dei Ratti e la Val Codera, costruito negli anni Trenta del secolo scorso come collegamento fra due piccole dighe, una per l'appunto in Val Codera (poco più che un muro di cemento) e una in Val dei Ratti (un poco più grande

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 Partenza ore 6,30 Giardini Aldo Moro Valenza


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lunedì, marzo 03, 2014

IL 31 MARZO SCADE IL TERMINE PER  IL RINNOVO DEL BOLLINO  TESSERAMENTO 2014




TESSERAMENTO
SOCIO ORDINARIO    41 EURO 
SOCIO FAMILIARE      22 EURO
SOCIO  GIOVANE       16 EURO 

IL COSTO DEL BOLLINO RIMANE QUELLO DELLO SCORSO ANNO 
PER  MAGGIORI INFORMAZIONI 
SEGRETERIA CAI  0131945633   CAI@VALENZA.IT



ogni Socio, per il rinnovo dell'iscrizione al CAI per il 2014, deve obbligatoriamente compilare un 'apposito modulo, per il trattamento dei dati personali (ai sensi del D.Lgs. 196/2003), l  esso va compilato per ogni Socio: Ordinario, Familiare o Giovane  La procedura si inserisce in un insieme più ampio di novità previste dalla sede centrale per la riorganizzazione della gestione delle anagrafiche dei Soci.



mercoledì, febbraio 19, 2014

ESCURSIONISMO 2014

DOMENICA 23 FEBBRAIO



PASSO DEL TURCHINO MONTE PENNELLO

PUNTA MARTIN PEGLI


 Partenza ore 7 Giardini Aldo Moro Valenza

INFO PERCORSO  QUI



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Tel .e Fax 0131 945633; Cell.  - 3385315376  340 9882624
e-mail:cai@valenza.it

venerdì, febbraio 14, 2014


Il racconto del nostro amico di Lorenzo  del rifugio Miryam

 


             Il mio inverno nel bianco da due settimane

                  lo al rifugio Miryam


OGGI se va bene arriva il pane fresco. Quando questa mattina mi ha chiamato Erwin, uno dei due guardiani di turno alla diga del Vannino, chiedendomi se avevo bisogno di qualcosa, ho pensato al pane. In questi giorni me lo sono fatto io, quello scuro coi semi di girasole.
 Ma avevo voglia delle pagnotte del forno di Formazza. 
Stamattina i guardiani hanno fatto il tiro della teleferica dell’Enel: due carrelli con un po’ di rifornimenti. Dopo andrò su in diga a prendere il mio pane con gli sci e le pelli di foca. Dovendo battere traccia ci vorrà un’ora e mezzo, forse due, tra andata e ritorno. 
Sempre che la visibilità migliori e l’intensità della nevicata diminuisca. I «vicini di casa» sono solo loro, due chilometri più a monte. In tutta la valle, che corre tra i 2000 del rifugio Miryam in cui mi trovo e i 2200 metri, siamo rimasti solo in tre.
 Prima che arrivassero le perturbazioni abbiamo disdetto le prenotazioni e nessuno è più salito. Sabato mattina si è aperta una finestra di tempo discreto, così io e i guardiani siamo andati al cavalletto n°5 della teleferica, che dà su un salto di rocce alto 300 metri,
 per liberarlo dalla neve: quando è molto alta arriva fino all’arcata superiore e, nel punto in cui il cavo cambia pendenza, non permette ai carrelli di passare. 
Sono il gestore del rifugio, che gestisco con Cecilia, la mia compagna guida alpina a valle per impegni legati all’altra sua professione. Fino a qualche anno fa facevo il giornalista in una redazione di Torino, poi ho cambiato vita. 
Adesso scrivo ancora, ma da qui. Con oggi sono al 13° giorno di isolamento completo da quando ha iniziato a nevicare mercoledì 29 gennaio.
 Dall’inizio dell’inverno ne sono venuti giù cinque metri. Sono al rifugio dal 26: sedici giorni filati senza mai scendere e senza che nessuno sia salito a causa delle valanghe che cadono quasi tutti i giorni. Vengono giù un po’ ovunque, non solo dove ce le si aspetta.
 Non solo dove il pendio è ripido. All’Alpe Devero, nella valle vicina, hanno chiuso persino la strada asfaltata per la caduta di una valanga. La settimana scorsa sono andato a fare una perlustrazione sulla pista invernale che porta a valle.
 La traccia era scomparsa e bisognava batterla, sprofondando fino al petto. Mi sono spinto fin dove il terreno è sicuro. O almeno così credevo. 
Poi mi sono trovato di fronte a una valanga caduta da poche ore, in un punto dove non l’avevo mai vista. Ha attraversato la strada estiva, travolto i cartelli segnavia, oltrepassato la traccia invernale ed è andata a finire nel torrente. In un punto dove la pendenza è scarsa. Come quella della val Passiria. Ha preso velocità in alto e poi è avanzata anche sul piano. L’ho vista in televisione quella valanga che limava i masi.
 Episodi eccezionali che si verificano dopo grandi nevicate come queste. La televisione e internet e il telefono ci sono, anche se bisogna lottare per mantenerli in queste condizioni. I cellulari qui non prendono e il fisso funziona con un ponte radio.
 Quindi con un’antenna. In queste due settimane sono salito sul tetto quasi tutti i giorni a liberare le antenne, perché la neve cercava di coprirle. E per tre giorni il telefono è stato muto e internet non andava, perché a volte i fiocchi sono troppo fitti.
Adesso sto guardando fuori: viene ancora che dio la manda. Speriamo non ne faccia troppa, altrimenti prima che si assesti occorrerà aspettare altri 3 giorni per tentare di scendere a valle. Quando si scende dopo nevicate abbondanti bisogna sempre tenere un occhio a monte nei punti critici. Meglio andare in due. Uno avanza un pezzo e si porta al sicuro. Poi viene l’altro. Con l’arva, la pala e la sonda sempre nello zaino.
Anche i guardiani del turno precedente sono rimasti bloccati e hanno dovuto prolungare la loro permanenza. Poi però l’Enel ha mandato l’elicottero a “liberarli”, in tutte le dighe della zona, e sono saliti i sostituti. È successo giovedì scorso, quando il cielo si è aperto ed è uscita una giornata bellissima. Io sono rimasto al rifugio. Si può scendere uno o due giorni, ma se si annunciano situazioni come questa, in cui l’isolamento è lungo, si deve restare: bisogna tenere i muri caldi, altrimenti l’acqua gela.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la Repubblica.it> 2014> 02> 11

mercoledì, febbraio 12, 2014

DOMENICA 16 FEBBRAIO
TORGNON



a scelta degli escursionisti 
ciaspole,  fondo , discesa 
Partenza ore 7 Palaguerci