FERRATA JOSE ANGSTER – RIFUGIO ALPENZU’
(domenica 14 giugno 2009)
Il calendario Caival prevedeva per la giornata di ieri (domenica 14 giugno) una escursione a Gressoney per affrontare la difficile ferrata “Jose Angster” e, per coloro che, come me, preferiscono stare con i piedi ben piantati per terra una camminata fino al rifugio Alpenzù percorrendo il sentiero Walser
Più di 20 persone si presentano all’appuntamento al Palaguerci per formare gli equipaggi, come al solito organizzati dal Super Segre con l’insuperabile perizia che lo contraddistingue, delle vetture e per partire, quindi, alla volta della Vallee.
Una vola raggiunta Gressoney San Jean il gruppo si divide: gli alpinisti, coordinati dal Segre, raggiungono la ferrata, i camminatori (tra i quali il sottoscritto) proseguono verso l’attacco del sentiero che li porterà al rifugio Alpenzù.
Per quanto riguarda la ferrata è doveroso sottolineare la performance dell’ottimo Nonno Monty che, fonti bene informate, danno come primo assoluto in vetta, del resto il buon Mario doveva far dimenticare la disavventura occorsagli alcune domeniche orsono alla Sacra di San Michele dove, a causa di una barretta (di dubbia provenienza) aveva dovuto dare forfait: di questa oscura vicenda si sta ancora occupando il Tribunale dell’Inquisizione Caival.
Ma torniamo al gruppo dei camminatori, per occasione, ottimamente diretti dall’Amabile Coniuge Mirone: lasciate le macchine nel parcheggio prospiciente l’inizio del sentiero iniziamo l’ascesa verso i rifugio incuranti delle proteste dei nostri muscoletti ancora intorpiditi ed assonnati; dopo poco più di un’ora di ininterrotta salita raggiungiamo il rifugio dove abbiamo l’occasione e l’onore di assistere ad un G 2 tra la nostra “Maria” (nome d’arte in quanto non so scrivere il suo nome in giapponese) ed un’altra rappresentante del paese del Sole Levante incontrata lungo il percorso.
Terminata la riunione italo-nipponica, riprendiamo il nostro cammino, sempre accompagnati dalla superba vista sul massiccio del Monte Rosa, per completare l’anello del sentiero Walser, a tale proposito devo dire che questo itinerario, seppure l’abbia percorso già più volte, è sempre per me fonte di sorprese: a volte estremamente piacevoli come constatare che è ormai quasi del tutto completata la ristrutturazione delle magnifiche abitazioni Walser degli antichi paesi di Alpenzù Grande e Alpenzù Piccolo, altre un po’ meno confortanti (ma pur sempre stimolanti) come quella di incontrare sul nostro cammino un paio di cascate, molto interessanti dal punto di vista scenografico ma, purtroppo, sprovviste delle necessarie passerelle per l’attraversamento.
Questo fatto, naturalmente, crea un po’ di scompiglio nel gruppo, ma a rincuorare tutti ci pensa l’inedita copia “M.M.”, che non vuole dire Metropolitana di Milano, bensì Mirone e Minetto i quali, con grande professionalità, si prodigano per fare superare da tutti l’imprevisto ostacolo.
Una volta superata senza danni (seppur un pò umidi) questa difficoltà riprendiamo il nostro cammino fino a
Questo è tutto……..alla prossima
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