domenica, dicembre 21, 2008


IL Cai di Valenza Sezione Davide Guerci augura a tutti i lettori del blog
Buon Natale

2 commenti:

  1. Per tutti gli amici del CAI, questo mio racconto, un po' leggenda della Valle Vigezzo, per una serata davanti al camino:
    """Come tutte le sere, prima di chiudere bottega, Mastro Geppetto si chinò su un piccolo Pinocchio e gli soffiò sul viso. Dopo aver atteso un po', stanco e sfiduciato, alitò più forte, fino a soffiare di rabbia sul viso spento di legno.Niente, neanche stasera, è solo un burattino, disse sconsolato. Prima di andare via, colmo d'ira, pigliò le caviglie di un piccolo Pinocchio appeso a una lunga molla e le tirò con forza verso il basso. Poi, come tutte le sere, gli voltò le spalle e chiuse a chiave la porta della piccola bottega.
    Legato alla morbida molla, il burattino di faggio prese a danzare su e giù, sempre più veloce, sino a toccare la trave del tetto: ahi, ahi, si udì d'un tratto nel buio della stanza, la mia povera testa!Ahi, ahi. Per prima cosa mosse gli occhi: si guardò veloce attorno e riconobbe decine e decine di Pinocchi fermi che, a guardarli bene, parevan dormire. Poi mosse le mani, stirò le braccia e si portò le dita al capo indolenzito. Ahi, ahi, che male che fa. Si sgranchì le gambe, immobili da chissà quanto tempo e, dopo aver sganciato la molla dal collo, si lasciò cadere per terra. Un tonfo acuto di legno si sentì per l'intera bottega. Pinocchio fece i primi passi, sul freddo pavimento, e gli parve tutto così bello.Pensò che doveva svegliarli, tutti. Fra poco è Natale, si disse, e non c'è più tanto tempo da perdere. Dopo vare dato luce al buoio della piccola bottega, iniziò a fare un baccano infernale, nell'intento di animare i suoi piccoli fratelli. Sveglia, sveglia, è l'ora di andare per la valle.
    Nel silenzio della notte, prese a cantare stonate nenie, urlare strane cose, imprecare per gli anni perduti. Niente. Niente di niente.Tutti i Pinocchi della scarna bottega erano assolutamente fermi.Sordi. Sbuffò seccato, il piccolo Pinocchio, prima di aver un colpo di genio: prese un lungo mestolo di legno e, ad uno ad uno, colpì con forza il capo di tutti i Pinocchi sonnecchianti. All'improviso...ahi, ahi, ahi.
    Decine e decine di lamenti si levarono in coro. Decine e decine di piccoli Pinocchi mossero gli occhi, le mani, le braccia, le gambe. Avanti fratelli, disse il primo Pinocchio, fra poco è Natale. Basta dormine. Nessuno ci vuole più. Dobbiamo riconquistare i bambini!
    Partirono in massa, una notte di luna piena, scendendo veloci per la valle colma di neve. Divisi in tanti piccoli gruppi, iniziarono a bussare alle case fra lo stupore della gente.
    Basta stupidi giochi, dicevano di casa in casa, Pinocchio è dei bambini e i bambini son di Pinocchio.Poi, come per incanto, ogni piccolo Pinocchio tornò burattino di legno adagiandosi felice sotto l'albero di Natale.
    All'indomani, quando Mastro Geppetto aprì la sua piccola bottega la trovò vuota. Dopo i primi momenti di sconforto, sentì il cuore invaso da un'immensa felicità. Sorrise e tornò a costruire con gioia i suoi burattini di faggio.
    Da allora si narra come, nella pace di ogni Natale, una schiera di piccoli Pinocchi scenda giù per la valle innevata a scaldare i cuori dei bambini.Da allora si dice come, poggiandogli una mano sul capo, Pinocchio sorrida felice e ti dica "Buon Natale".

    BUONE FESTE A TUTTI.
    Marlene

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  2. la picozza è tornata
    ma chi non l ha dimenticata
    tanto tempo è passato
    ma non vi ho dimenticato
    se qualcuno mi vuol chiamare
    ora indietro deve tornare
    ma nessuno lo farà
    ma la picozza chi sarà??
    con questo augurio un pò speciale
    dico a tutti buon natale

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