

PROSSIMO APPUNTAMENTO
domenica 23 -11-2008
CASELLA-VERNAZZA-MONTEROSSO
Dislivello : 600m
Tempo totale dell'escursione : ore 5
Difficoltà : E
Ritrovo : ore 6,45 presso la sede CAI Valenza - Palaguerci - Giardini Aldo Moro
Partenza : ore 7,00 - viaggio in pullman
ALTRE INFORMAZIONI SUL NOSTRO SITO
http://www.cai.valenza.it
DA CASELLA , DOPO DUE KM. SI GIUNGE SELLA DELLA CIGOLETTA MT 612,ALTEZZA MASSIMA DEL PERCORSO E PUNTO D'INCONTRO CON L'ITINERARIO N°1
PORTOVENERE -LEVANTO
SI AFFRINTA POI IL TRATTO DI DISCESA CHE PASSA DA CASE FORNACI PER ARRIVARE A SAN BERNARDINO
DA QUI ATTRAVERSO UA SERIE DI TERRAZZAMENTI SI RAGGIUNGE VERNAZZA

DA QUI SI RAGGIUNGE MONTEROSSO CON UN INTERMINABILE SERIE DI SCALINI FINO A RIAGIUNGERE LA LOCALITÀ' DI FEGINA ZONA ORIENTALE DI MONTEROSSO
VERNAZZA
Latitude : 44.133
Longitude : 9.683
MONTEROSSO
Latitude : 44.150
Longitude : 9.650
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Vernazza
Belforte: sotto il castello si trova un bastione quadrangolare che si erge sopra gli scogli all'imboccatura del porticciolo. Di difficile datazione storica si potrebbe far risalire ai tempi del consolidamento del dominio genovese.
Torre: all'inizio del sentiero che porta a Corniglia si trova una torre la cui epoca di costruzione sembra risalire alla costruzione di quella del castello, tante sono le similitudini tra le due costruzioni.
Mura e Convento dei Frati: oggi sede del Comune, è composto da mura, da una torre, da una Chiesa oggi sconsacrata che fu sede del Convento dei Padri Riformati di S. Francesco e da un bellissimo chiostro. L'edificio risale al XVII secolo.
LA STORIA
Vernazza (il cui nome deriverebbe, secondo la tesi più accreditata oggigiorno, dall'aggettivo latino verna ossia "del luogo", "indigeno" - il paese avrebbe quindi lo stesso nome del vino vernaccia che vi si produceva e che quindi era noto per essere vino "locale" o "nostrale") appare documentata per la prima volta in un atto del 1080 come borgo fortificato (castrum Vernatio) base marittima dei marchesi obertenghi, probabile punto di partenza delle forze navali impiegate per la difesa dai Saraceni. Alla metà del secolo XII Vernazza era un approdo utilizzato da Genova quale base per la conquista della Liguria orientale; sono numerose le testimonianze dell'attività marinara che, nel corso del Medioevo, esercitano gli abitanti di Vernazza, solerti nella guerra di corsa per conto di Genova e a proprio vantaggio.
Nel 1209 Guglielmo figlio di Enrichino di Ponzò consegnò la propria parte del castello di Vernazza a Genova, e lo stesso giorno gli uomini del borgo, singolarmente nominati giurarono fedeltà alla repubblica: si trattava di 88 capi famiglia (per una popolazione stimata attorno alle 350-400 unità) che si impegnarono ad ubbidire a Genova.
Nell'anno 1251 viene documentata la presenza di una Chiesa, che con buona probabilità si riferisce alla parocchia di S. Pietro che viene citata con questo nome per la prima volta nel 1267 e che ancora oggi è ben visibile all'interno del paese.
Nel 1318, per la prima volta, viene citata la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia di Vernazza, anche se alcuni studiosi ritengono che la costruzione, per analogia con altre costruzioni, possa risalire ai primi decenni del secolo XIII, contrariamente a quanti, basando le proprie opinioni sull'uso della pietra nera del Mesco, sull'uso di archi a tutto sesto, pensano ad una derivazione di architettura romanica genovese del XII secolo. La struttura venne ristrutturata ed ampliata nel corso del XVI e XVII secolo, e oggi si accede alla chiesa attraverso un accesso aperto nell'area absidale nel corso del XIX secolo.
Nel corso del '400 Vernazza possiede un sistema di fortificazioni molto efficace che serve a difendersi dalle temibili incursioni dei corsari che imperversano anche nel secolo successivo.
Dopo la metà del '600 i borghi, così come gli altri delle 5 Terre, subiscono un lento e prolungato declino che ebbe conseguenze sulla produzione di vino (da sempre tra le principali attività assieme alla pesca) ma anche sulle strade che collegavano i paesi (sentieri) e l'accesso al mare per Vernazza(chiamato strada del molo) per cui veniva ripetutamente richiesto l'intervento per scongiurare i danni provocati dalle mareggiate. Gli ideali e gli influssi della Rivoluzione Francese arrivarono nei borghi di Vernazza e Corniglia, anche se molto forti furono le resistenze portate avanti mediante moti controrivoluzionari. Nel corso del 1800 riprende con vigore il commercio di vino (dopo la stagnazione del secolo precedente), vengono ampliate le fasce terrazzate con conseguente aumento della coltivazione di vite. In questo secolo venne costruita la ferrovia nella tratta Genova-La Spezia, ciò ruppe l'isolamento di cui soffrivano i paesi, e nel contempo la popolazione aumento del 60 %. Nel mentre nella vicina La Spezia si costruiva l'Arsenale Militare che negli anni successivi sarà uno sbocco occupazionale molto importante. Con il secolo XX gli abitanti dei paesi sono costretti all'emigrazione: l'aumento della popolazione non può essere compensato da un ulteriore sfruttamento delle risorse agricole, le quali furono colpite da malattie (quali l'oidio e la peronospera per la vite) che rendevano precario il lavoro nei campi.
Oggi con l'istituzione del Parco Nazionale delle 5 Terre e molti riconoscimenti mondiali c'è una prospettiva concreta che il passato possa continuare a vivere nel futuro, che il lavoro oscuro e paziente di uomini e donne, che hanno costruito e modellato un vero e proprio paesaggio artificiale, non vada disperso.
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MONTEROSSO
| Storia del Comune |
| Il borgo di Monterosso fu probabilmente fondato dai superstiti di quello leggendario di Albareto, sulle alture, distrutto dai Longobardi (VII secolo). L’insediamento del borgo avvenne alle foci del Torrente Buranco intorno al secolo IX. Nei secoli seguenti a causa delle incursioni saracene furono costruite, lungo tutta la fascia costiera torri di avvistamento contro il pericolo dei pirati. Alcune di questi torri sono visibili ancora oggi. Il primo documento che fa riferimento a Monterosso risale al 1056 sotto il dominio gli Obertenghi; nei secoli seguenti Monterosso e le cinque terre sono terra di contesa tra Genova e Pisa, dal 1254 Monterosso passa definitivamente sotto i Genovesi. Nel XII secolo ha inizio lo sviluppo agricolo di Monterosso: si diffonde la coltivazione del grano (nella campagna) e lungo la fascia costiera si realizzano fasce coltivate protette a valle dai muretti a secco per la coltivazione della vigna. L’economia del borgo era basata sulla pesca, già dal 1600 si ha notizia di una tonnara al largo del Mesco il cui sfruttamento fu oggetto di lunghe contese con la Repubblica di Genova, sulla coltivazione dei limoni e della vite (vino e sciacchetrà). Il borgo ha assunto, già dai primi anni ’60, una forte vocazione turistica grazie alle spiagge, alle acque cristalline, al clima mite che unite ad un incantevole paesaggio sono da sempre meta del turismo italiano e straniero. Oggi sono presenti nell’antico borgo marinaro e sul Lungomare di Fegina alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e tanti altri servizi al turista che fanno di Monterosso la capitale delle Cinque Terre. Il Comune in collaborazione con Comitati e Associazioni locali organizza durante tutta la stagione turistica manifestazioni, spettacoli e giochi gratuiti per tutti. Tra le cose da vedere: la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (1244 - 1307) con il campanile che era originariamente torre di guardia, il convento dei Cappuccini (XVII secolo) dove, all’interno della chiesa, si può ammirare un dipinto attribuito al Van Dick; La Torre Aurora (XVI secolo); Il Santuario di N.S. di Soviore (VII-XIII secolo) posto sopra Monterosso a 464 m.s.l. che la leggenda vuole distrutto dai Longobardi (VII secolo) con ritrovamento miracoloso della effigie della Madonna; la casa che ospitò il poeta Eugenio Montale e i luoghi che ispirarono alcune delle sue opere più famose. Escursioni da fare: Sentiero pedonale Monterosso – Vernazza; Sentiero Monterosso – Santuario di San Antonio nel Mesco (ruderi, XIV secolo); antica strada Monterosso – Santuario di N.S. di Soviore; scalinata per il Convento dei Cappuccini e le antiche mura del castello, ora cimitero comunale. |
| Antico Castrum - Cimitero |
| Chiesa di San Giovanni Battista |
| Convento dei Cappuccini |
| Santuario Nostra Signora di Soviore |
| Statua del Gigante |
| Torre Aurora |
| Villa Montale |
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